SINDACATO FINANZIERI DEMOCRATICI

Riforma e la smilitarizzazione della Guardia di Finanza

Comunicato stampa congiunto,

con cortese richiesta di pubblicazione e/o divulgazione
televisiva/informatica.
Sindacato Finanzieri Democratici ed Associazione naz. Movimento dei
Finanzieri Democratici – per la riforma e la smilitarizzazione della Guardia di Finanza.
In questi giorni, in tutta Italia, si sta celebrando l’anniversario della fondazione
del Corpo della Guardia di Finanza.
Ciò premesso, come spesso accade, è l’occasione per i vari generali di sciorinare dati riguardanti
presunti, quanto asseritamente preziosi, risultati di servizio. Tutti sanno, invece, che
solo una piccola fetta di quei dati elencati si tradurrà in concreto denaro sonante per le casse
dello Stato, i restanti accertamenti posti in essere dalla Guardia di Finanza finiranno
sotto la lente delle varie Commissioni Tributarie e, come sovente accade, i verbali di
constatazione verranno annullati oppure subiranno fortissime riduzioni, tanto da rendere il costo
del servizio superiore al ricavato. Ai generali, specialmente se alla presenza del Capo
dello Stato e delle altre Autorità, piace molto esibirsi in questo elenco di risultati
virtuali raggiunti nel corso dell’anno, ma la realtà ci dice ben altro: questi metodi
per combattere l’evasione e l’elusione fiscale sono del tutto obsoleti ed insufficienti.
Questo lo sanno sia i generali, che per la circostanza fanno gli oratori, sia il Capo dello Stato
che, per dovere di patria, ascolta ed annuisce. Il compianto – e precocemente scomparso –
Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, con la sua pluridecennale esperienza
da giornalista non solo aveva visto chiaro ma anche lontano: per far fronte ad una evasione
fiscale stimata, oggi di oltre 130 miliardi di euro all’anno, ci vuole ben altro che il semplice
controllo degli scontrini fiscali o la verifica effettuata ai danni di piccoli esercizi
commerciali, rei di alcuni errori formali spesso anche sanabili. Sono i trasferimenti di
denaro che avvengono estero su estero, società fittizie costituite nei cosiddetti paradisi
fiscali e le stesse banche che consentono il transito di miliardi di euro sottratti alla
tassazione. E se queste cose le sappiamo noi che guardiamo questi poteri forti da lontano è chiaro
che anche il comandante generale ed il suo entourage sanno che in questo modo sarà molto difficile
contrastare l’evasione in maniera seria e porre in essere la lotta ai capitali provenienti
dall’illecita attività della criminalità organizzata.
Noi del Sindacato e del Movimento dei Finanzieri Democratici chiediamo che il Corpo si liberi per
sempre dalle probabili infiltrazioni massoniche che spesso hanno condizionato e forse
anche danneggiato l’esito di importanti operazioni di polizia giudiziaria (vedasi lo scandalo dei
petroli del 1978 ed il più recente scandalo del MOSE, passando per altre centinaia di piccoli e
grandi scandali periodici verificatisi praticamente in tutta la Penisola).
La Guardia di Finanza, non dovrà più essere un ibrido, un Corpo di Polizia con mille compiti che
distolgono l’attenzione dalla lotta all’evasione fiscale, non dovrà essere avulso dalla
società ma farne parte attiva, al servizio dei cittadini (specialmente quelli onesti) e
non solo delle gerarchie. L’unica strada percorribile è quella della rapida smilitarizzazione
del Corpo, per renderlo snello e veramente operativo, con a capo un economista di Stato,
un altissimo funzionario e non più un generale che, per anni, si è occupato principalmente di
impartire ordini interni, di armi e di divise. È necessario un salto di qualità per
raggiungere l’obiettivo primario per il quale il Corpo era stato fondato più di due secoli
fa.

Sindacato Finanzieri Democratici                                                                                                                            Movimento dei Finanzieri Democratici